| Lo sviluppo sostenibile è lo “sviluppo
che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità
delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni” (Rapporto
Brundtland 1987).
Dal punto di vista teorico, il concetto di sostenibilità ambientale
dello sviluppo economico e territoriale è riconducibile ai seguenti
obiettivi generali:
- Progressiva riduzione degli indici di intensità di consumo
energetico e di degrado delle risorse per unità di prodotto;
- Sostituzione delle risorse non rinnovabili con risorse rinnovabili.
La Carta di Aalborg, al punto I.6, definisce in questo modo le linee
prioritarie per una politica di sviluppo sostenibile:
"Le città riconoscono che il capitale di risorse naturali,
atmosfera, suolo, acque e foreste, è divenuto il fattore limitante
del loro sviluppo economico e che pertanto è necessario investire
in questo capitale."
Ciò comporta in ordine di priorità:
- investire nella conservazione del rimanente capitale naturale,
ovvero acque di falda, suoli, habitat per le specie rare;
- favorire la crescita del capitale naturale riducendo l’attuale
livello di sfruttamento, in particolare per quanto riguarda le energie
non rinnovabili;
- investire per ridurre la pressione sul capitale di risorse
naturali esistenti attraverso un’espansione di quelle destinate
ad usi antropici, ad esempio gli spazi verdi per attività ricreative
all’interno delle città, in modo da ridurre la pressione
sulle foreste naturali;
- migliorare l’efficienza dell’uso finale dei prodotti,
ad esempio utilizzando edifici efficienti dal "punto di vista energetico
e modalità di trasporto urbano non nocive per l’ambiente".
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