Gli studi GISSI al Quirinale

Il 13 febbraio il Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale i protagonisti della ricerca italiana che, con gli Studi GISSI, hanno ottenuto a livello internazionale risultati di altissimo rilievo.

Il Presidente Napolitano con il Dr. Gianni Tognoni

Il GISSI - Gruppo Italiano per lo Studio della Sopravvivenza nell’Infarto - è nato 25 anni fa come collaborazione tra l’Istituto Mario Negri e l’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e ha prodotto importanti avanzamenti nella terapia delle malattie cardiovascolari comuni quali l’infarto e lo scompenso cardiaco. Il Presidente Napolitano ha consegnato una targa di riconoscimento ai primi fondatori del GISSI, Prof. Fausto Rovelli, primario cardiologo emerito del Centro De Gasperis dell’Ospedale di Niguarda e Dr. Gianni Tognoni, oggi Direttore del Consorzio Mario Negri Sud, in rappresentanza dei ricercatori GISSI.

La domanda d'obbligo, a distanza di tanti anni, è qual è il risultato più importante del GISSI?

È bello avere due risposte, molto diverse ma della stessa importanza: è stato ed è ancora un progetto che ha permesso di salvare tante vite (ma proprio tante! in tutto il mondo), e tante cronicità cardiovascolari; è stato (e speriamo continui ad essere) una grande e collettiva sperimentazione culturale: far vedere che lavorare in una logica "pubblica", in rete, non per interesse economico e in modo indipendente (senza peraltro nessuna contrapposizione con l'industria!), coincide non con un assistenzialismo a buon mercato, ma con la più efficace e avanzata metodologia di ricerca.

Gianni Tognoni

L'impegno del Mario Negri Sud per lo studio delle malattie cardiovascolari continua con il progetto GISSI sullo scompenso cardiaco, condotto nel Laboratorio di Epidemiologia Clinica delle Malattie Cardiovascolari, coordinato dal Dott. Roberto Marchioli.

 

Le malattie cardiovascolari interessano il cuore e i vasi sanguigni e possono assumere varie forme: ipertensione, coronaropatie, disfunzioni cardiache, infarto. Queste patologie rappresentano la principale causa di morte nell'Unione europea e sono responsabili del 40% circa dei decessi, pari a 2 milioni l'anno.

L’invecchiamento generale della popolazione ha reso lo scompenso cardiaco un vero e proprio problema sociale, per le sue numerose implicazioni negative in termini sanitari, assistenziali ed economici. Lo scompenso cardiaco è una malattia tipica dell’età avanzata: si calcola che la sua prevalenza all’interno della popolazione anziana sia quasi del 10%. Lo scompenso cardiaco rappresenta il possibile esito finale delle patologie cardiovascolari che direttamente (come l’ischemia miocardica) o indirettamente (come l’ipertensione arteriosa) danneggiano la funzione della pompa ventricolare. E’ importante porre in atto comportamenti di dimostrata efficacia in ambito di prevenzione cardiovascolare, per assicurare al cuore una buona performance anche negli anni della terza età: scrupoloso controllo della pressione arteriosa e dei livelli ematici di colesterolo, attenta terapia medica o chirurgica di una eventuale insufficienza coronarica, corretta igiene di vita (alimentazione moderata e povera di grassi animali, eliminazione del fumo, adeguata e regolare attività fisica).

 

Santa Maria Imbaro, 25 Febbraio 2009