Diabete, la pandemia silente
Con oltre 250 milioni di persone colpite nel mondo, 3 milioni in Italia, il diabete di tipo 2 è considerata una vera e propria epidemia. Il numero dei casi è in costante aumento e moltissime sono le persone malate ma che ancora non sanno di esserlo. In Italia ogni anno 250 mila persone sviluppano il diabete, mentre è molto più alto (si stima 1,5 milioni) il numero di coloro che sono ad altissimo rischio, e/o non sono ancora stati identificati.

Si è parlato di questi dati in un incontro a Roma lo scorso otto aprile, al quale hanno partecipato esperti di diabete e di prevenzione cardiovascolare.
Per chi è già ammalato, ad uno stile di vita più sano è spesso necessario
abbinare un'adeguata terapia farmacologia. “Il paziente con diabete - spiega il
prof. Gianni Tognoni, direttore del Consorzio Mario Negri Sud - va considerato ad
alto rischio cardiovascolare, basti pensare che il 70% dei decessi nei diabetici è dovuto ad un problema cardiovascolare”.
A questo proposito sono stati recentemente presentati all'American College of Cardiology di Atlanta i risultati di NAVIGATOR, studio internazionale che ha valutato oltre 9 mila pazienti con ridotta tolleranza al glucosio – considerata appunto una condizione pre-diabetica. L'interesse dello studio NAVIGATOR - commenta il prof. Gianni Tognoni, in qualità di membro del Comitato Direttivo dello studio - è proprio nell'aver documentato per la prima volta che un trattamento con un farmaco non “per il diabete”, ma normalmente utilizzato per il controllo dell'ipertensione, il valsartan, può anche ridurre del 14% il passaggio da una situazione di rischio di malattia diabetica ad una condizione di diabete mellito.
Il diabete è una malattia cronica e invalidante che necessita di trattamenti per l’intero corso della vita e predispone a numerose gravi e costose complicanze
Santa Maria Imbaro, 20 aprile 2010





