Abruzzo, ambiente e salute al Mario Negri Sud
È ormai evidente che il diritto alla salute non può prescindere dalla tutela e dalla salvaguardia dell'ambiente. In queste prime giornate scientifiche regionali che l'Associazione Medici per l'Ambiente ISDE-Italia ha organizzato in collaborazione con il Consorzio Mario Negri Sud e con l'Università G. d'Annunzio di Chieti e Pescara, massimi esperti discuteranno di problematiche ambientali emergenti e si focalizzeranno su alcune criticità ambientali della Regione Abruzzo.

Il convegno ospiterà il Workshop Nazionale dei Ricercatori afferenti alla Rete Italiana per la Responsabilità Ambientale e Sociale (RIRAS), che sarà focalizzato sulla Valutazione d'Impatto Sanitario (VIS), ossia una procedura pubblica volta a individuare e comprendere i potenziali effetti ambientali, sanitari e socioeconomici derivanti da interventi, puntuali o diffusi, potenzialmente “insalubri”.
La parola agli organizzatori
Santa Maria Imbaro, 20 aprile 2010
Fabio DI STEFANO
Dirigente Medico Azienda
USL Lanciano-Vasto-Chieti,
Associazione Medici per
l'Ambiente "ISDE - ITALIA"
La dimostrazione che molte malattie trovano una loro origine in cause ambientali, quali l'accumulo di inquinanti nell'aria, nell'acqua, nel suolo e nel cibo, e l'esistenza su scala mondiale di gravi e irreversibili dissesti ambientali, rende necessario per i medici orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale. Il ruolo del medico si fa dunque sempre più complesso, in quanto non è sufficiente impegnarsi solo in campo diagnostico terapeutico, ma anche in quello della prevenzione e della identificazione dei fattori di rischio. Il degrado ambientale genera nuove patologie e sarà determinante per la salute delle generazioni future. Per far ciò è necessario superare l'isolamento all'interno della categoria, collaborare con le altre figure di tecnici della salute e dell'ambiente, raccordarsi con quei settori professionali che più possono influenzare gli amministratori e la popolazione - in particolare i media, la scuola, il mondo giuridico e quello economico. Sulla base di esperienze nazionali ed internazionali, il convegno ha tra i suoi fini quello di avviare collaborazioni interdisciplinari, intersettoriali e interistituzionali finalizzate alla promozione di un ambiente salubre e alla protezione della salute delle popolazioni.
Tommaso PAGLIANI
Responsabile del Centro di
Scienze Ambientali del
Consorzio Mario Negri Sud
L'interesse del Consorzio Mario Negri Sud sullo studio dei rapporti fra ambiente e salute, presente da sempre fra gli obiettivi dell'Istituto, si è intensificato grazie allo svolgimento dello studio ambientale e sanitario del centro oli ENI previsto ad Ortona, che ci ha consentito di mettere in evidenza evidenti incongruenze progettuali e notevoli rischi per la salute delle popolazioni limitrofe in caso di realizzazione dell'opera. Gli esiti dello studio e i fatti che ne sono conseguiti ci hanno spinto a raggiungere due nuovi traguardi: lo studio di un impianto petrolifero simile a quello in progetto, come il centro olio di Viggiano, allo scopo di evidenziare e quantificare eventuali danni ambientali e sanitari; l'avvio di una VIS come prima applicazione delle linee guida da noi predisposte. Tuttavia, il nostro impegno non trascura ambiti di fondamentale importanza, come la divulgazione scientifica e la sensibilizzazione dei portatori di interesse verso l'importanza dei rapporti fra ambiente e salute. Per questo abbiamo di sostenere l'iniziativa di ISDE in Abruzzo, accogliendo l'iniziativa nel nostro Istituto e partecipando attivamente al suo svolgimento, anche come partecipanti alla rete RIRAS.
Enrico MICCADEI
Professore di Geologia
ambientale, Dipartimento
Scienze della Terra,
Università G. D'Annunzio
di Chieti-Pescara
Il legame fra le Scienze della Terra e la Medicina, rappresentato dalla disciplina Geologia e Salute, oggi viene sintetizzato come Geomedicina. Questa denominazione viene fatta risalire al lontano 1920 nei lavori sul Danubio inquinato da depositi lignitiferi, ripreso negli anni '50 in Giappone e di In Italia dal Nasciben nei suoi lavori per l'Enea. Recentemente ha acquisito un significato importante ma molto complesso ed interdisciplinare, visto le forti interconnessioni scientifico-sociologico tra uomo-clima-ambiente. La Geomedicina può essere definita, quindi, come la scienza che si occupa dell'influenza dei fattori ambientali definiti cosiddetti "esterni" sulla distribuzione geografica di problemi patologici e nutrizionali che condizionano la salute dell'uomo, nonché degli animali. I fattori ambientali esterni sono sia quelli climatici, per la loro influenza diretta ed indiretta sulla qualità dei suoli, sia quelli legati alla natura geologica del terreno (in termini di composizione mineralogica e chimica), i quali controllano sia la qualità dei suoli, che la qualità delle acque.
La Geologia, difatti, con tutte le sue varie branche che ad essa si integrano, si occupa di caratterizzare gli ambienti sia in funzione della presenza, che dell'eventuale deficit, di alcuni elementi e composti chimici tossici per la salute umana. La Geochimica, la Mineralogia, la Petrografia, la Geomorfologia e l'Idrogeologia e la Geologia ambientale si integrano per fornire un quadro completo delle caratteristiche dell'ambiente, fornendo informazioni preziose sia per la tutela che la prevenzione dell'uomo. Solo dopo l'acquisizione di conoscenze scientifiche fondamentali di carattere chimico, medico e nutrizionale sono state poste le basi per lo studio oggettivo di causa-effetto fra fattori ambientali e problemi sanitari. Nell'ambito di questo convegno si vuole dare un contributo importante nella divulgazione didattica di questa importante nuova disciplina coinvolgendo le scuole di ogni ordine e grado. Saranno presentati i primi progetti di geologia e medicina in Abruzzo che coinvolgono l'A.I.L. (Associazione Italiana contro le Leucemie ed i Linfomi) e verrà presentata l'Associazione Italiana di Geologia Medica .
Approfondimenti
Francesco STOPPA
Professore Dipartimento
Scienze della Terra,
Università G. D'Annunzio
di Chieti-Pescara
Il passaggio tra modernità e post modernità, tra sviluppo economico e decrescita felice, tra sfruttamento insostenibile delle risorse ed ecologia trova nei temi di questo convegno un punto focale di riflessione. Questo processo inevitabile quanto lo sono le leggi della Natura avviene a pelle di Leopardo e l'Abruzzo rischia di stare a guardare prolungando così una situazione di degrado dell'igiene ambientale e prolungando gli effetti di azioni sconsiderate del passato per un tempo cosi lungo da colpire anche i nostri figli e nipoti. Interrompere questa catena di conseguenze è un progetto ambizioso se associato a proposte organizzative diverse basate su tecnologie nuove e sofisticate che in genere il sistema economico-politico locale non conosce o non sa usare efficacemente. L'Abruzzo rischia cosi di diventare nel terzo millennio un paese terzo oggetto delle ultime azioni di sfruttamento usa e getta. Quindi uno degli obbiettivi è quello di guardare al futuro ed essere propositivi nell'interesse dei più. La valutazione del Rischio ambientale deve passare da una fase burocratica ed elitaria a uno strumento reale e democratico operato a tutti i livelli sociali. Questo travalica il semplice articolo di legge ed implica una forte coscienza sociale ed educazione civica che passa attraverso l'educazione scolastica e permamente. Nemici invisibili come la radioattività, le emissioni lente, la tossicità cronica, le polveri sottili e l'amianto si insediano subdolamente nel ciclo geologico-naturale provocando gravi danni alla biosfera che subisce una contrazione che non è sempre controbilanciata dagli ammortizzatori che la Natura ha a disposizione. Tuttavia questi esistono e la loro azione profonda ha dato molti alibi a chi contamina l'ambiente favorendo posizioni di comodo e negazioniste. Tali posizioni riguardano spesso esperti del settore coinvolti economicamente in progetti ed investimenti anche di carattere regionale che partono dagli effetti (e anzi degli effetti si alimentano) di un sistema complesso piuttosto che dalle semplici cause naturali ed antropiche del Rischio ambientale finendo cosi per dissipare energie in azioni temporanee o inutili quando si dovrebbe agire alla radice dei problemi.



