L'influenza del reparto di degenza sulla gestione del dolore nei pazienti oncologici
Il dolore è uno dei sintomi più comuni e più temuti dai pazienti oncologici, perché accompagna tutte le fasi della malattia: è presente non solo in fase avanzata o terminale, ma anche durante la remissione. Sono stati fatti notevoli passi in avanti nel campo della terapia del dolore nel nostro Paese, con disponibilità di nuovi farmaci e di nuove formulazioni farmaceutiche e con la produzione di linee-guida per i medici.

Tuttavia studi recenti continuano a documentare che i pazienti oncologici con dolore non controllato sono ancora molti e che nella maggior parte dei casi questo scarso controllo dipende da un’inadeguata gestione di questo problema. Le cause associate a questa situazione sono diverse, ma una in particolare sembra riguardare proprio il ruolo e l’influenza del reparto di degenza nella corretta gestione del dolore.
Lo studio osservazionale ECAD_O Epidemiologia Clinico-Assistenziale del Dolore in Ospedale, coordinato nel laboratorio di Farmacoepidemiologia del Consorzio Mario Negri Sud in collaborazione con 164 reparti afferenti a 48 ospedali italiani ha analizzato questo aspetto, finora trascurato.
I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Annals of Oncology, mettono a confronto per la prima volta le modalità di gestione del dolore oncologico e il relativo livello di adeguatezza tra diversi reparti ospedalieri, nello specifico tra le oncologie e le non-oncologie.
I risultati dello studio hanno mostrato che, nonostante i pazienti oncologici ricoverati in questi due ambiti siano molto simili tra loro dal punto di vista clinico, il trattamento ricevuto per il controllo del dolore è diverso: nelle oncologie si preferisce utilizzare gli oppioidi forti (morfina, metadone, fentanil, ossicodone, buprenorfina, idromorfone), mentre nelle non-oncologie gli analgesici non-oppioidi (come i FANS - Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei o il paracetamolo).
"Abbiamo verificato anche se i farmaci utilizzati erano "adeguati" all’intensità del dolore dichiarata dal paziente – spiega la Dottoressa Marilena Romero, coordinatrice dello studio – calcolando l’indice di gestione del dolore (Pain Management Index, PMI) ed è emerso che la frazione di pazienti con terapia inadeguata è risultata più alta nelle non-oncologie rispetto alle oncologie".
I pazienti che continuano ad avere dolore nonostante un trattamento analgesico sono ancora tanti, troppi. Inoltre le modalità di gestione del dolore oncologico, diverse da reparto a reparto, possono essere una causa determinante di questa situazione. Il reparto ospedaliero in questo caso rispecchia il livello di conoscenza e l’attenzione al problema dolore dello staff che ci lavora (clinici, infermieri), per questo è importante esaminare la qualità delle cure anche rispetto al reparto di degenza.
Interventi formativi ad hoc sono più che mai indispensabili per garantire un adeguato sollievo dal dolore a tutti i pazienti oncologici, in qualsiasi reparto e ospedale siano ricoverati.
Santa Maria Imbaro, 20 maggio 2010



