Farmacologia Clinica ed Epidemiologia
La ricerca si prende cura del malato
Le malattie croniche (malattie cardiovascolari, tumori, diabete, patologie cronico-degenerative) rappresentano la causa principale di morbilità, mortalità e consumo di risorse nei Paesi industrializzati e vanno rivestendo un ruolo sempre più importante anche nei Paesi in via di sviluppo. L'aumento progressivo delle aspettative di vita, e i profondi cambiamenti negli stili di vita sono responsabili di un trend in continua crescita delle patologie croniche, che rappresentano pertanto una delle sfide più importanti per tutti i sistemi sanitari.
I ricercatori del CMNS si occupano da anni di questa area critica della sanità pubblica da diversi punti di vista, fra loro complementari. L'Istituto collabora con una vastissima rete di strutture specialistiche e di medici di medicina generale, che vengono coinvolti in studi, spesso internazionali, rivolti a valutare l'efficacia di strategie d'intervento (farmacologiche e/o di stile di vita) che possano ridurre l'incidenza, la progressione, i carichi assistenziali e le conseguenze per l'autonomia di vita delle persone, delle più comuni patologie croniche.
L'attività non si limita tuttavia alla produzione di nuove conoscenze, ma è rivolta anche a promuovere l'adozione nella pratica clinica delle migliori evidenze scientifiche disponibili, in modo da garantire ai cittadini l'accesso a cure di elevata qualità ed un uso razionale delle risorse disponibili. Queste attività di valutazione e miglioramento della qualità dell'assistenza sono promosse in stretta collaborazione con le più importanti società scientifiche per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari e del diabete.
In parallelo, vengono condotti studi epidemiologici per comprendere meglio quali siano i fattori responsabili delle malattie croniche, e in che misura fattori ambientali, socio-economici e culturali contribuiscono al loro sviluppo, al loro aggravamento o a problemi di accesso a cure adeguate. L'impatto delle malattie croniche viene valutato dal punto di vista dell'individuo, grazie a studi sulla qualità della vita; infatti, le strategie terapeutiche messe in atto devono essere rivolte non solo ad aumentare le aspettative di vita del paziente, ma anche a garantire un adeguato livello di benessere fisico, psicologico e sociale.
Pensando in avanti...
Per gli anni a venire, la ricerca clinico-epidemiologica si avvarrà di approcci metodologici e statistici sempre più sofisticati, che permetteranno di utilizzare in modo sempre più efficiente le informazioni provenienti dalle sempre più sofisticate, complesse, affidabili basi di dati che diventano analizzabili secondo metodologie di studio ben mirate. Questi approcci consentiranno ad esempio di identificare in modo più preciso quali siano quei sottogruppi di pazienti che, sulla base delle loro caratteristiche cliniche o socio-demografiche, hanno un più elevato rischio di non rispondere alle terapie più comunemente utilizzate, necessitando quindi di approcci diversificati. Si stabilirà inoltre un legame sempre più stretto con la ricerca di base, per favorire una più rapida applicazione a studi su larga scala delle nuove conoscenze sui meccanismi fisio-patologici che emergeranno nel corso degli anni. In questo modo sarà possibile utilizzare in modo molto più integrato e tempestivo i diversi risultati ottenuti nelle varie fasi e dalle varie metodologie di ricerca ai fini di migliorare lo stato di salute specie dei cittadini più a rischio.



